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Viaggi e Ricette

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In giro per Rocche nelle Marche

L'ultimo mio bellissimo weekend fuori porta è stato nella meravigliosa terra delle Marche, a fine marzo. Sono partita senza programmi, ma una volta arrivata è stato facilissimo seguire un filo conduttore: le imponenti e maestose Rocche del territorio marchigiano, accompagnate da uno strepitoso assaggio di vini. Inutile ricordare che questa regione ti ruba il cuore con i suoi sinuosi ed affascinanti paesaggi collinari. E per chi è un buongustaio come me, ti prende pure per la gola.

La prima tappa è stata Senigallia, non solo località balneare ma ricca di storia e monumenti architettonici. Primo fra tutti la grandiosa Rocca Roveresca che sorge a ridosso della fascia costiera adriatica. Sui resti di una torre romana del III sec. a.C., fu innalzata, in età medievale, una torre costiera di avvistamento. La Rocca che oggi vediamo fu realizzata tra il 1476 e il 1482 da Giovanni della Rovere. La Rocca Roveresca racchiude in sé la storia di Senigallia e ne è allo stesso tempo il monumento simbolo. Ha un aspetto indubbiamente imponente e merita di essere visitata anche al suo interno. Bellissima la scala elicoidale. Interessanti le stanze dell’appartamento ducale come la sala che ospita il forno, esso garantiva l’autosufficienza in caso di assedio a coloro che risiedevano nella fortezza. Di notevole pregio l’altare collocato nella sala di rappresentanza, presenta decorazioni realizzate a tempera.

Da non perdere anche: Piazza e Palazzo del Duca, i Portici Ercolani ed il Lavatoio del Coppo.

la Rocca Roveresca
la Rocca Roveresca
la Rocca Roveresca
la Rocca Roveresca

la Rocca Roveresca

Senigallia
Senigallia

Senigallia

Successivamente una fermata a Corinaldo per una romantica passeggiata lungo un tratto del suo circuito di cinta muraria. E poi, giunta l’ora del tramonto, un gustoso aperitivo, nel punto panoramico più bello nel cuore del borgo. Cosa bere? Ovviamente il suo famoso Verdicchio. Corinaldo nel 2007 fu insignito del titolo di borgo più bello d’Italia e le sue mura, che balzano immediatamente all’occhio, sono state riconosciute come le più intatte e lunghe (912 metri) delle Marche. Io sono entrata dalla meravigliosa Porta di Santa Maria del Mercato che ingloba resti di un ponte levatoio e un torrone poligonale. È davvero d’obbligo visitare Corinaldo, abbracciato e protetto com’è da fantastiche mura con i merli a coda di rondine. Il circuito è a libero accesso e sempre gratuito.

Da non perdere anche: il Pozzo della Polenta al centro della bella scalinata in via La Piaggia.

la cinta muraria
la cinta muraria
la cinta muraria

la cinta muraria

Corinaldo
Corinaldo

Corinaldo

Il giorno seguente mi sono recata a Mondavio, annidato anch’esso tra le sue mura antiche, sorge sui morbidi declivi dell’entroterra pesarese. Qui si ammira il suo gioiello, la Rocca di Mondavio, vero e proprio capolavoro di ingegneria militare. Fu Realizzata da Giovanni della Rovere nel 1482 per mano di Francesco di Giorgio Martini. L’elemento più appariscente del complesso è il mastio, su cinque livelli a base poligonale irregolare e pareti con beccatelli e feritoie. La Rocca di Mondavio colpisce innanzitutto per la sua raffinata veste architettonica, lo sapevate che il torrione, visto dall’alto del mastio, assomiglia all’arco di una balestra? Il fusto è rappresentato dal camminamento di accesso. Forza! Dovete recarvi lassù per scoprirlo!

Dove mangiare a Mondavio: ho assaporato una ricca cena alla Palomba, un albergo ristorante collocato di fronte alla Rocca. Mi sale l’acquolina al ricordo di quei fantastici gnocchetti ai funghi porcini e zucca innaffiati da una bella bottiglia di Rosso Conero Doc.

la Rocca di Mondavio
la Rocca di Mondavio
la Rocca di Mondavio

la Rocca di Mondavio

cena alla Palomba
cena alla Palomba

cena alla Palomba

Cosa vi torna in mente se pronuncio Gradara? Facile! Dante e le terzine del V canto dell’Inferno dedicate alla tragica vicenda di Paolo e Francesca. Nonostante la storia dei protagonisti sia vera, tutto il resto è fantasia, compreso il presunto teatro del fatto, la Rocca di Gradara. Questa è stata la mia ultima tappa, un altro fantastico borgo raccolto nel suo rassicurante abbraccio murario trecentesco, con camminamento e scandito da torrioni e torrioncini. Si accede attraverso la porta Firau (o dell’Orologio) e sulla sommità del colle sorge l’estremo baluardo. All’interno, oltre alla cappella al piano terra, numerosi ambienti con pregevoli arredi quattro-cinquecenteschi tra i quali spiccano la sala di Sigismondo e Isotta, la sala malatestiana, la Camera Rossa, quella dei putti e la presunta stanza da letto di Francesca, la cui ricostruzione ha seguito i suggerimenti danteschi.

la Rocca di Gradara
la Rocca di Gradara
la Rocca di Gradara
la Rocca di Gradara

la Rocca di Gradara

Dove dormire: ho alloggiato solo una notte, ma sarei tranquillamente rimasta una settimana, al B&B il Gufo rilassato. Un incantevole appartamento a Mondavio con tanto di piccola SPA al suo interno. Qui mi sono sentita non come a casa, meglio! Ve ne devo assolutamente parlare!

In giro per Rocche nelle Marche

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