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Viaggi e Ricette

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Il centro più grande dell'Alto Polesine: Badia Polesine

Per inaugurare ufficialmente la mia rubrica “I love Polesine” e la promessa del mio impegno settimanale a parlarvi di cucina, eventi o itinerari della mia terra polesana, non potevo non iniziare da Badia Polesine. Il luogo che nell’85 mi ha vista nascere. Il paese della nonna materna. Gli innumerevoli mercoledì al grande mercato con mamma e nonna. Conta tutt’oggi quasi un centinaio di bancherelle e, per questo, dopo il capoluogo, quello di Badia è uno dei mercati più grandi del Polesine. Le numerose estati alle giostre. In Polesine è famosissimo l’agosto badiese, la fiera estiva più importante in zona, si svolge nelle due settimane centrali del mese. I miei primi film al cinema, al Politeama. Ricordo l’ultimo visto qui: Titanic, accompagnata da papà. Il cinema è ancora aperto ed i badiesi sono estremamente fortunati. Mi mancano tantissimo i piccoli cinema con le programmazioni in orari decenti! A Rovigo c’è solo l’affollato multisala e la maggior parte dei film, nella fascia del dopo-cena, non iniziano prima delle 23! Il ricordo di una delle mie prime gite scolastiche alla bellissima Vangadizza, l’Abbazia che diede il nome al paese: “la Badia”.

Abbazia della Vangadizza

Abbazia della Vangadizza

Potrei proseguire per ore con i miei ricordi a Badia… ma voglio raccontarvi bene ciò che dev’essere visto nel più importante centro dell’Alto Polesine. Badia sorge sulla riva destra del fiume Adige e confina con le provincie di Padova e Verona. Come vi dicevo, deve il suo nome all’importante monastero benedettino, fondato prima del Mille. La Vangadizza non era sottomessa a nessuna diocesi, dipendeva direttamente dal Papa. Nel 1200 ai benedettini succedettero i Camaldolesi fino alla soppressione che avvenne nel 1810 da parte di Napoleone. La Vangadizza divenne proprietà privata di un cittadino francese. Fino al 1980 rimase di proprietà straniera, fu poi acquistata dal Comune di Badia.

Il centro più grande dell'Alto Polesine: Badia Polesine

Oggi del complesso monastico possiamo vedere il chiostro che risale al 1200, al quale si accede da un arco gotico in cotto del 1400. Al centro del chiostro vi è un bellissimo pozzo in marmo bianco. Il campanile alto 46 metri, salvato dalla demolizione che colpì invece l’ex chiesa. la parte inferiore è costruita con materiale di recupero romano, e ben visibile è l’ara posta a fondamenta del campanile stesso con il raffinato bassorilievo della “baccante” (antica sacerdotessa del Dio romano Bacco) del I secolo d.C. Si possono vedere i resti delle tre antiche absidi e completamente integra la cappella laterale dedicata alla Madonna con pregevoli affreschi dell’artista bresciano Filippo Zaniberti. L’interno della Vangadizza non è purtroppo facilmente visitabile, si può vedere l’esterno ed il chiostro attraverso il cancello.

chiostro

chiostro

campanile

campanile

Cappella dedicata alla Madonna

Cappella dedicata alla Madonna

Altri edifici religiosi degni di nota sono il Duomo Arcipretale di San Giovanni Battista collocato in piazza Vittorio Emanuele, l’Oratorio della Beata Vergine Addolorata detto Sant’Antonio, collocato in via Roma, caratterizzato da una facciata neoclassica a capanna e l’Oratorio della Beata Vergine della Salute sempre con facciata neoclassica a capanna, sorge isolato dal centro, in piazza della Salute.

Oratorio della Beata Vergine della Salute (foto da polesineterratraduefiumi.it)

Oratorio della Beata Vergine della Salute (foto da polesineterratraduefiumi.it)

Per quanto riguarda l’architettura civile da non perdere sono il Palazzo degli Estensi del 1400 in stile tardo-gotico, collocato lungo la via omonima, a pochi passi dall’Abbazia. Il bellissimo Mercato coperto del primo Novecento in stile gotico-veneziano che si trova in piazza Guglielmo Marconi, la sede municipale e la torre dell’orologio in piazza Vittorio Emanuele II.

mercato coperto (foto da polesineterratraduefiumi.it)

mercato coperto (foto da polesineterratraduefiumi.it)

Il secondo simbolo di Badia Polesine, dopo la Vangadizza, per bellezza, è senza dubbio il Teatro Sociale Eugenio Balzan, costruito nel 1812. Denominato anche “piccola Fenice” e “scatola d’oro” per la sua notevole somiglianza con il più prestigioso teatro veneziano. È d’obbligo andare ad ammirare la ricchezza delle sue decorazioni, soffermarsi un minuto sotto allo splendido rosone ligneo, guardarlo da tutte le angolature possibili, anche dai bellissimi palchetti. Orario di visita sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00.

Teatro Sociale Eugenio Balzan

Teatro Sociale Eugenio Balzan

Il centro più grande dell'Alto Polesine: Badia Polesine

Dal 2014 presso il Ridotto del Teatro Sociale si trovano esposte le opere della collezione Balzan, straordinarie opere d’arte della pittura italiana tra Ottocento e Novecento. Fra i numerosi pittori troviamo Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Domenico Morelli, Achille Beltrame, Filippo Palizzi. La collezione Balzan è visitabile il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Il prezzo del biglietto intero è 4,00 €.

Filippo Palizzi

Filippo Palizzi

A Badia Polesine non mancano bellissimi polmoni verdi, come il grande Parco Ferracini (i giardini della Vangadizza), il Parco Bruno Munari che è attiguo al precedente e dall’altro lato della città si trovano i giardini di Foro Boario.

Se decidete di visitare l’affascinante e confortevole Badia, e siete molto golosi, segnatevi di passare da Borsari per un’eccellente colazione. Borsari è nato tanti anni fa come produttore di panettoni e colombe artigianali, in questi ultimi anni ha aperto uno spaccio aziendale dei suoi prodotti, un bar e da pochissimo un ristorante. Lo trovate in via Cà Mignola Nuova, 1577. Per fare “en plein”, per la merenda, vi consiglio la pasticceria Sanremo, in via Roma a pochi passi dal Teatro (è chiusa il lunedì tutto il giorno e la domenica pomeriggio).

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