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Viaggi e Ricette

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Opere d'arte... ultima parte dell'intervista a Nicola

Arriva l’ultima parte dell’intervista al mio amico Nicola, le due precedenti le trovate ai seguenti link:  1. Fiandre 2. Londra e Parigi

So che come me adori le opere d’arte, oltretutto tu ci lavori a contatto tutti i giorni, quali sono le tue preferite? Dove si trovano?

È una passione principalmente, è vero, ci ho lavorato. Bè che dire, qui mi “prendi per la gola”. È come dire ad un sommelier di entrare in una cantina colma dei migliori vini. Ho avuto la fortuna in questi anni, di scoprire musei dai più conosciuti a quelli meno noti, ma spettacolari, collezioni private, cantieri di restauro, grandi opere d’arte. Naty, questa è una bella domanda, ma mi limiterò a farti un elenco della mia “piccola galleria” personale (di pura fantasia, anche perché se li avessi non starei qui a raccontarteli), una specie di museo immaginario:

1) P. Veronese, Nozze di Cana, 1563 Parigi, Louvre (Tanti, milioni e milioni saranno entrati in questa famosissima stanza all’interno del museo francese, per vedere tra una ressa di persone un piccolo “quadretto” chiamato Gioconda, che ha fatto più scalpore mediatico che altro, come dire non è il più esaltante dei grandi capolavori che ha realizzato il Da Vinci. Pochi invece dopo aver scattato la foto “di rito” davanti al quadro, si accorgono dell’immensa e maestosa opera che c’è alle loro spalle. Un’opera strepitosa (quasi 10 metri di lunghezza!),  di un grande maestro italiano quale fu il Veronese, tanto che Napoleone, dove aver “razziato” mezza Europa, arrivò un bel giorno a Venezia, e precisamente nel refettorio di San Giorgio Maggiore, dove l’opera era custodita; per farla breve, se ne innamoro a tal punto che diede ordine di tagliarla in diversi pezzi e spedirla in Francia, destinazione, l’appena nato Musée du Louvre. Il quadro rappresenta la scena dell’episodio del Vangelo della trasformazione dell’acqua in vino durante un matrimonio a Cana, in un turbinio di architetture e dettagli antichi e moderni. Al centro, i musici che sono secondo la critica le rappresentazioni dei pittori Veronese e Tiziano.  

Nozze di Cana, P. Veronese

Nozze di Cana, P. Veronese

2) Jan Van Eyck, ritratto dei coniugi Arnolfini, 1434 Londra, National Gallery.
uno dei quadri più enigmatici di tutta la storia dell’arte. Il ritratto dei nobili mercanti fiorentini che si trasferirono in seguito a Bruges, nelle Fiandre, fulcro degli scambi commerciali d’Europa; qui il tutto viene in qualche modo raccontato dalla minuziosità dell’artista fiammingo, che ne arricchisce la scena di particolari. Il Quadro rappresenta un atto di devozione, un giuramento di Giovanni Arnolfini che avrebbe preceduto l’atto del matrimonio nei confronti della futura moglie. Un puro atto di devozione, o solo un matrimonio “riparatore” per una gravidanza non prevista?! La donna è abbigliata alla moda del tempo, è soltanto l’imperiosità del vestito che la rende così, o sarà realmente incinta?! Nessuno lo saprà, la critica ancora “macina” ipotesi, ma nessuno lo saprà mai, o forse qualcuno si…. "Johannes de Eyck fuit hic 1434"….. come recita la scritta incisa sul muro di fondo. Il resto della stanza è di una dovizia di particolari disarmante: dallo Stregone (specchio di forma confessa), che “immortala” come una micro fotografia il momento preciso del giuramento e i suoi testimoni (l’artista incluso), sulla destra la bella collana di vetro appesa, con il suo riflesso che viene magistralmente adagiato da un’ombra lasciata sul muro “screpolato” come un dipinto ottocentesco. Le arance sul davanzale, gli zoccoli di legno del padrone di casa in primo paino con le stringhe di cuoio invecchiato, poi le piccole scarpe di lei vicino al tappeto orientale, su di un pavimento scricchiolante ed invecchiato. Che dire, un trionfo di particolari, e siamo solo alla metà del XV° secolo, la fotografia nacque solo 400 anni più tardi!

Jan Van Eyck, ritratto dei coniugi Arnolfini

Jan Van Eyck, ritratto dei coniugi Arnolfini

3) Vincent Van Gogh,  Autoritratto con orecchio bendato, 1889, Londra, Courtauld Gallery. Genio e sregolatezza. Ebbe una vita molto travagliata e questo ritratto ne è una prova. Un bel giorno in un gesto di follia decise di mozzarsi con un rasoio, una parte dell’orecchio (non tutto come si è sempre creduto), per portarlo alla sua “prostituta di fiducia” del quale si era invaghito. Un quadro, di solitaria tristezza, dai colori freddi, ma che esprime il senso di smarrimento e solitudine nel quale viveva l’artista.

Vincent Van Gogh,  Autoritratto con orecchio bendato

Vincent Van Gogh, Autoritratto con orecchio bendato

4) Canaletto, 1700-1768 tra le più belle vedute di Venezia. Un dei più importanti vedutisti, nei suoi quadri si rivive lo sfarzo, la povertà, le grandi architetture, i grandi palazzi, i carnevali, le feste, le grandi celebrazioni, spaccati di vita quotidiana e non, rappresentate con spettacolari particolari.

Canaletto

Canaletto

5) Caravaggio, David con la testa di Golia, 1609, Roma, Galleria Borghese. Autoritratto dell’artista nella personificazione del gigante Golia. Un quadro di una potenza assoluta, i soggetti principali in grande formato e di grande impatto sono rappresentati dal Merisi in maniera sublime. Il sangue zampilla quasi fuori dal quadro e la figura del David “brilla di luce propria” con una naturalezza assoluta. Era il periodo “nero” di Caravaggio, quando fu costretto a scappare da un’accusa di omicidio, e sulla sua testa pendeva una taglia..che dire non poteva autorappresentarsi diversamente!

Caravaggio, David con la testa di Golia

Caravaggio, David con la testa di Golia

C’è un luogo che hai visto in cui ti trasferiresti definitivamente?

Senza ombra di dubbio Londra. Città secondo me dalle mille opportunità, dove nessuno ti squadra dall’alto in basso per il tuo abbigliamento, sul tuo credo, sulle tue opinioni, tutto è nella normalità. Qui vale molto il detto “Vivi e lascia Vivere”.

Il tuo viaggio preferito e perchè?

Probabilmente quello che non ho ancora fatto…. non ci sono viaggi preferiti, ognuno ti lascia qualcosa, un ricordo, un emozione.

Hai dei viaggi in programma per il futuro?

Sicuramente si, ma tra poco è tempo di ferie, e con la mia ragazza, sto “progettando” un tour della Costiera Amalfitana e la Campania. Ci sono tante di quelle belle cose da vedere in Italia. Alle volte ci scervelliamo per pensare ad andare “chissà dove”, quando magari non conosciamo cosa c’è a pochi kilometri dalla nostra porta. Qualche mese fa, leggevo un articolo su un giornale di settore arte, dove si faceva un raffronto sulla quantità di patrimonio storico artistico- archeologico tra Spagna e Italia. Ne è emerso che tutta la nazione Spagna possiede un patrimonio storico- aritstico- archeologico che equivale alla sola Regione Toscana. Da questo si capisce quanta arte, storia e tesori possediamo in questo Paese, attraverso i quali potremmo con le giuste salvaguardie, ma soprattutto valorizzazioni dare un’opportunità di nascita e ri-nascita a questo paese, tutto è possibile basta volerlo; ora sto divagando, non è questo il luogo per discutere questi argomenti, però è una riflessione che va fatta. Il patrimonio italiano è un patrimonio inestimabile, basterebbe solo una giusta valorizzazione, non servirebbe altro.

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